Essendo l’artista un indagatore del luogo e della materia, l’opera è stata concepita e creata per avere proprio come coautore il luogo stesso che la ospita: un’opera quasi interattiva, che ha l’obiettivo di coinvolgere altre sfere sensoriali oltre alla vista.
Nel caso specifico dell’esposizione di Palazzo Palazzi a Brescia, rimasto diroccato per anni e solo di recente ristrutturato, vi è stata installata un’opera con sembianze scultoree, ma che ha la proprietà di essere sensibile anche al tempo.
L’opera è formata da un busto umano poggiato su una base di grata di ferro, sul quale è stata cosparsa materia organica che, secondo gli agenti esterni, fermenta dà origine al cambiamento. Il titolo, inoltre, contiene rispettivamente il numero del pezzo scultoreo e le coordinate precise del luogo in cui l’opera è stata generata e portata al suo stadio visibile.
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